Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Settembre 2012
Cultura Artisti d'oggi: I sogni e le favole colorate di Alberto Dal Cerro
di Paolo Pais


Paolo Pais
      Paolo Pais


 

Alberto Dal Cerro
Alberto Dal
Cerro "Il
pianista
innamorato"
(tempera)
Parlare di Alberto Dal Cerro richiede un preciso incasellamento dell’uomo-artista che da quasi cinquant’anni anima e movimenta la cultura della città, dipingendo, restaurando, scrivendo, sponsorizzando eventi, dibattendo, polemizzando. Una definizione, per raccontarlo in sintesi, è semplicemente questa: un artista fin dal profondo del suo animo. Con spirito goliardico ama ripetere: «Parlare d’arte è difficile, fare arte è più difficile, organizzare mostre sta tra l’uno e l’atro». Nato nel ‘40 a Genova, dipinge dal 1956. Vive ed opera a Cagliari dal ‘59. «La mia - sottolinea Dal Cerro - è una pittura ambientata nei sogni e nelle favole della vita». Il suo lungo iter artistico è scandito da molteplici e significative tappe: Toscana, Lazio, Sicilia, Piemonte ed infine la Sardegna. Sono altrettanti momenti importanti le sue numerose incursioni europee a Parigi, Londra, Edimburgo, Amburgo e Spagna. Come organizzatore di grandi eventi sono ancora vivi gli echi delle due rassegne internazionali - nel 1971 e nel ‘72 - «Ai Frati» tenutesi nella cripta e nel chiostro di San Domenico, a Cagliari, alle quali parteciparono artisti e poeti di levatura nazionale ed internazionale. Da considerarsi, forse, la più vasta ed articolata manifestazione che mai si sia tenuta in città. Ma incontriamo la sua pittura. La tecnica artistica praticata (o meglio inventata e perfezionata) da Alberto Dal Cerro è la tempera fissata con gomma lacca. I risultati che consegue sono strabilianti. Nei suoi aforismi scriveva Ennio Flaiano: «Il sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole». È questa la definizione più vera che ci rivela Dal Cerro, artista poliedrico, fantasioso e altamente poetico. A ben osservare nella sua opera è riscontrabile più di un accento alla ricerca del grande Marc Chagall; infatti, come il maestro russo, Dal Cerro trae dalla fatasia un surrealismo onirico, una dimensione metapsichica ed extrasensoriale, il tutto ben amalgamato sul piano stilistico e lo fa abbandonandosi all’immenso fiume creativo della sua emozione. La sua ricerca si fonde in una figurazione potentemente sintetizzata in forme che alludono ad esperienze visive che stimolano percezioni metafisiche. E questa ricerca è presentata in una veste di smaglianti colori che nell’esemplare purezza del pigmento, ci rendono, in tutta la sua interezza, l’emozione della sua forza creativa. Ci pare di poter evidenziare come il percorso compiuto fin qui, da Dal Cerro, si snoda tra un’esperienza espressiva pura, quasi spirituale, e la volontà, forse inconscia, della ricerca di una forma che riesca a trasmettere l’impulso interiore che l’artista vuole inquadrare in una specie di astrazione lirica. Affermava l’altro grande pittore russo Kandinskij che «Il massimo realismo è uguale alla massima astrazione». Pittore intelligente e sensibile, Alberto Dal Cerro è dotato di una notevole e raffinata carica interiore che gli ha permesso e gli consente di esprimersi con una tecnica unica. La sua pittura, avvalendosi di elementi realistici e surreali, poetici e fantasiosi, dimostra come l’artista, al di là del suo temperamento estroverso, voglia fuggire ed isolarsi in un mondo tutto suo, dove persone e cose assumono forme e colori irreali.