Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Settembre 2012
Lettere Mezzadria, chiede lumi...
Anna Delussu



Caro P. Tarcisio, sono una nonna che Le scrive. Complimenti sempre per la vostra interessante e piacevole rivista, di cui sono una vecchia affezionata lettrice. Lo è stata anche mia madre per 50 anni. Volevo chiederLe gentilmente se può trattare, nell’Angolo del Diritto, un argomento che mi risulta interessi molte persone. E cioè, quali sono i diritti e i doveri di chi dà un terreno a mezzadria. Non è infatti la prima volta che si sente parlare di terreni portati via per usucapione dopo vent’anni. Io ho un terreno, lasciato in eredità da mio marito a me e ai miei due figli, che sono attualmente lontani per ragioni di lavoro. Oltre al terreno, dove ho fatto fare un pozzo per l’acqua, ho fatto costruire una casetta di legno per gli attrezzi, ho provveduto una motopompa, una motozappa, sementi e piantine varie. Così facendo, cerco di tutelare un domani i miei figli. Ora io ho affidato il terreno a una coppia, che credo sia seria e onesta. Poiché non mi sembrava bello fare uno scritto anche solo privato, ci siamo accordati sulla parola. Ho fatto bene, Padre?

Anna Delussu (Gonnesa)

 

Gentile Signora, ho girato la sua domanda alla curatrice della rubrica dell’Angolo del Diritto, e spero che quanto prima Silvia Murru provveda a darle risposta. Nel frattempo io la ringrazio personalmente per l’attenzione e l’affezione a questa nostra piccola rivista. Grazie per le belle parole di incoraggiamento e per la sua fedeltà a Voce. Che Sant’Ignazio benedica Lei e i suoi familiari.