Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Giugno 2011
Cultura Il senso del paesaggio in Piero Mura
Paolo Pais

 

Paolo Pais
     Paolo Pais

 

Pietro Mura:
Pietro Mura:
"Porticciolo
pescatori
Su Siccu"
(acquarello)
Il pittore mandarese Piero Mura - è nato a Mandas nel ‘24, ma vive ed opera a Cagliari - ha presentato alla galleria «Canelles» di Cagliari, una personale che, a nostro avviso, è un’antologica, una preziosa «summa» pittorica di tutta la sua poetica creativa, iniziata e sviluppata dai lontani anni Sessanta. Sono opere realizzate con la tecnica dell’acquarello, mezzo che Mura predilige perché ne ricava la sensazione dell’immediatezza, della forza evocatrice e dell’intensità del colore. Ha tenuto numerose e seguitissime personali e collettive. Ciò che colpisce della sua pittura, ad una prima lettura, è la centralità del soggetto, l’approccio nei confronti del colore, della costruzione della scena, del taglio, e la fondamentale perfezione della ricerca formale. Tutta la sua opera si concentra particolarmente nell’osservazione diretta della natura, intrisa di luce solare. Ed è proprio la luce che gli detta la strada per approdare all’odierno cromatismo, che rivela ed evidenzia una specie di energia interna delle cose, facendole vibrare di un sentimento di grande armonia. La splendida definizione di arte del pittore Giovanni Segantini: «L’arte è l’amore vestito di bellezze» si confà a tutta l’opera di Piero Mura. I temi della sua pittura provengono direttamente dalla sua esperienza fatta di viaggi attraverso tutta l’isola, ed hanno un’ampiezza non comune, e sono i paesaggi, le marine, le lagune, le campagne, i fiori, gli scorci di città e di paesi, insomma tutto ciò che della sua terra l’ha colpito ed affascinato. In Piero Mura, altra osservazione fondamentale, è che non partecipa all’esperienza delle ultime avanguardie pittoriche, ai movimenti letterari: molto più realisticamente la sua pittura si veste dei colori, degli odori, dei suoni della natura della sua isola, che l’artista ama, e modula sul foglio, libero da conformismi e da retorica. I suoi lavori emozionano attraverso lo splendore delle immagini ed il loro poetico realismo, il tutto sostenuto e rafforzato da un lessico pittorico ricchissimo, che attinge ad una forza interiore di notevole spessore lirico. La capacità di Piero Mura di trasformare, attraverso un’attenta osservazione, gli elementi della realtà, elaborando inesauribili immagini della sua terra e traducendole in visioni di grande impatto poetico, è una sua caratteristica costante, che non esaurisce mai la sua vena creativa, pur avendo composto un copioso numero di opere. Il rapporto che nella sua pittura lega il reale alla sfera soggettiva, si è chiaramente evoluta nel corso degli anni, sino ad arrivare all’odierna immaginazione trasfigurativa più solare ed emotivamente più coinvolgente. Nelle sue ultime composizioni è ancor più arricchito l’equilibrio tra forma e narrazione, senza però tradire un’indole che porta l’artista ad un’insolita varietà di modulazioni, pur incanalate in una strutturazione rigorosa, per quanto lo possa consentire la natura lirica e libera dell’ispirazione. La pittura di Piero Mura, in un’ultima analisi, scorre sul foglio sicura, senza asprezze di ritmo e di sintassi, a favore di una musicalità ampia e fluida. Questa musicalità si affida a ricchi tessuti di armonie coloristiche e semantiche. Infine, ci pare doveroso ribadire, che nell’iter pittorico di Piero Mura il colore immediato, cioè ottenuto senza mediazioni e senza ripensamenti, offre il crisma dell’unicità e del valore della cifra stilistica raggiunta dall’ottimo artista.