Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Luglio 2015
Editoriale "Perché a te, perché a te?"
Padre Tarcisio Mascia

 


 

 

Cari amici, in copertina non poteva esserci che lui, il Beato Nicola, del quale lo scorso 8 Giugno abbiamo fatto memoria solenne nel ricordo della sua morte, avvenuta a Cagliari cinquantasette anni fa, nel 1958. Però i mezzi di comunicazione hanno preferito mettere in risalto quanto è avvenuto in Cattedrale, a Cagliari, il giorno successivo, il 9 Giugno. In effetti, quel giorno si concludeva l’inchiesta diocesana sulla guarigione straordinaria di una donna, attribuita all’intercessione del Beato Nicola da Gesturi.

 

Come si può leggere nella cronaca, l’evento, pur nella sua stringatezza notarile, è stato vissuto e percepito nella singolarità del suo significato per la famiglia dei Cappuccini della Sardegna e per tutta la Chiesa di Cagliari, colpita nei giorni precedenti da alcune vicende dolorose.

 

Noi Cappuccini siamo chiamati a riflettere sulla santità di questo confratello, che molti di noi hanno conosciuto ancora vivente e rimasto perciò indimenticato, e a ringraziare il Signore per avercelo dato senza alcun nostro merito. Siamo stupiti per lui e più in generale per quella fioritura di santi che ha profumato questo colle di Buoncammino: si pensi a Sant’Ignazio, ma prima di lui a Fra Giacomo da Decimoputzu, a Fra Nicolò da San Vero Milis, e ad altri meno noti.

 

Qualcuno può chiedere perché il Signore ci abbia colmato di tanti doni («Perché a te, perché a te?», chiedeva Frate Masseo a Frate Francesco): non sapremmo che cosa rispondere, se non perché così Egli ha voluto nella sua infinita misericordia («Quelli occhi altissimi di Dio non hanno veduto fra li peccatori nessuno più vile, né più insufficiente, né più grande peccatore di me», rispose Frate Francesco a Frate Masseo). Noi non abbiamo speciali risorse, né occupiamo cariche importanti: semplicemente siamo senza potere, e del potere non subiamo il fascino, e non avendolo abbiamo al contrario il privilegio, questo sì, di una grande libertà rispetto a ogni potere. Forse tutto ciò ci permette di sentirci vicini alla gente, soprattutto quella più umile. E non ce ne dispiace.

 

La conclusione dell’inchiesta diocesana sulla guarigione straordinaria attribuita all’intercessione del Beato Nicola coinvolge in qualche misura anche la Diocesi di Cagliari, nella quale egli trascorse quasi tutta la sua vita. E la Diocesi non può ignorare quanto Fra Nicola e gli altri hanno fatto in questa terra benedetta. Curiosamente, quando in occasione della visita di Papa Francesco a Cagliari, si illustrò, in qualche resoconto, il panorama della santità fiorita a Cagliari e in Sardegna si omisero incredibilmente i nomi di Ignazio e di Nicola. Ci venne da sorridere. Ma son cose passate.

 

Ora aspettiamo che la Provvidenza accompagni il tratto restante dell’iter verso la canonizzazione, con la speranza che presto si possa vederlo felicemente concluso. Cari amici, vi invito a sfogliare ancora questa «Voce».

 

È il numero che precede e accompagna le vacanze estive. Vi ricordo intanto che in Agosto, come ogni anno, Voce non esce. Il prossimo numero sarà quello di settembre.

 

Leggete in questo numero le pagine della cronaca: vi segnalo la festa del Beato Nicola, l’ingresso del nuovo parroco di Laconi e alcune notizie in breve, fra le quali la festa di Sant’Antonio a Bastia (purtroppo lo spazio limitato non ci ha permesso di dilungarci), ecc.

 

Tra gli articoli ve ne segnalo alcuni, e cioè: quello sui francescani che servono i poveri a San Paolo, in Brasile, dell’amico Christian Zanon; quello sui trecento anni del convento di Mores, sintesi di una conferenza da me tenuta in maggio, proprio a Mores; e infine quello su Jacopa de’ Settesoli, per quelli che si interessano alle cose francescane, di P. Miquel Colom.

 

Cari amici, vogliate gradire anche questo numero di Voce, frutto di molta fatica, intrisa però di tanta gioia e di gratitudine verso il Padre Celeste che mi dà la grazia di portare a compimento con puntualità ogni numero, di prestare così un servizio umile all’opera di evangelizzazione nel nostro inquieto mondo d’oggi.

 

Vi saluto tutti, uno per uno, e vi auguro buone vacanze a voi e ai vostri figli.

 

Pace e Bene!

 

Padre Tarcisio Mascia